BUON ANNIVERSARIO, RINO.

Sono 40 anni che Rino Gaetano ci ha lasciati.

Io non ero ancora nata e non ho avuto il piacere di conoscerlo nemmeno attraverso la sua musica fino circa ai 18 anni, ma quando l’ho scoperto ho capito che lì si celava uno dei più grandi cantautori italiani, ingiustamente sottovalutato.

Perchè se tutti, almeno di nome, conoscono De Andrè, Guccini, Gaber, Battisti…beh, molti si scordano di lui.

Credo che il motivo sia che la sua musica, a volte, è difficile da capire. Parla di amore e di politica, a volte in modo apparentemente sconnesso, come se le parole altro non fossero che un gioco. E forse è così, ma un gioco con uno scopo.

Rino si burla dei politici, degli arroganti, degli ignoranti in modo semplice, come erano i suoi modi, senza vestiti eleganti, senza fronzoli. Era un uomo dall’aspetto comune e le sue canzoni dalle melodie popolane trasmettono questo “essere uno di noi”: una chitarra, un ukulele e una voce per nulla perfetta, con quel tocco rauco e graffiante che lo caratterizza.

Ha dato fastidio a tanti, con il coraggio dei giusti: “Ci sono persone pagate per dare notizie, altre per tenerle nascoste, altre per falsarle. Io non sono pagato per fare niente di tutto questo“.

Rino. Già 40 anni. Ma lasciatelo dire da chi allora non c’era ancora: è come se non te ne fossi mai andato, non sarai dimenticato.

Grazie per avermi portata indietro a tempi che non ho vissuto e grazie per avermi ispirato riflessioni senza tempo.

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