8 MARZO.

Ogni anno si arriva a questo giorno. Ogni anno sono mimose, cioccolatini, qualche frase sui social, qualche manifestazione, qualche film. Ogni anno si dice che l’8 marzo è tutti i giorni.

In effetti è così. Ogni giorno è l’8 marzo: un giorno in cui, per le donne, non cambia nulla. Un giorno come un altro, in cui ci sentiamo buttar lì due complimenti, dei quali dovremmo essere grate, in cui vediamo qualche commovente monologo in tv, poi però, nei fatti, rimaniamo sempre quelle lasciate indietro.

Quest’anno l’ha dimostrato ancora di più, tra femminicidi e aumento della disoccupazione. E allora cosa festeggiamo?

Come ogni anno, l’8 marzo per me è un giorno qualsiasi, un giorno in cui, come tutti i giorni, spero che le cose possano cambiare e mi riprometto di fare del mio meglio per abbattere il muro dello stereotipo e dell’ingiustizia, anche se solo nel mio piccolo.

Come ogni anno, l’8 marzo cerco di ricordami che, prima ancora di essere una donna, sono una persona e ho il diritto di essere rispettata come tale, senza alcuna distinzione, indipendentemente da tutto il resto.

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