LA RIVOLTA DEI ROMANZI ROSA.

Qualche giorno fa ho scritto un post sulla serie tv del momento, Bridgerton.

Ieri ho letto un’intervista in cui Julia Quinn, l’autrice dei romanzi rosa da cui la serie è tratta, rispondeva a tono a tutta una serie di critiche.

Come ci si poteva aspettare, le reazioni alla serie si sono infatti divise in due tipologie: da una parte le fan sfegatate (specialmente del Duca di Hastings) e dall’altra gli sbeffeggiatori, più o meno intellettuali, che hanno puntato il dito contro una storia scontata e dal palese lieto fine.

Julia Quinn non ha però risposto in modo scontato a questa seconda categoria. Infatti, invece di difendere i suoi romanzi, cercando di far cogliere chissà quale complessità dietro le sue storie, ha sottolineato una questione molto più pratica, ossia il guadagno che questi “romanzetti” regalano all’editoria. Guadagno che poi spesso viene reinvestito per la pubblicazione ben più rischiosa di testi intellettuali.

Ora, personalmente – come ho già espresso nel precedente post – concordo con i suddetti “critici” sul fatto che non si tratti di storie imprevedibili e complesse, ma non capisco perchè ci si debba sempre e per forza complicare la vita. Le trame dei romanzi rosa sono scontate? Il lieto fine è ovvio sin dalla prima pagina? E quindi? Cosa c’è di male?

Come lettrice, non mi sono formata sui romanzi rosa. A dir la verità è da pochi anni che li ho inseriti nel mio raggio di possibili letture, ma non comprendo tutto questo astio verso storie leggere e dal finale positivo. A maggior ragione, non lo comprendo dopo un anno come il 2020. E nemmeno a fronte di un 2021 che si prospetta tutt’altro che roseo. Con tutti i problemi e le ansie che la vita quotidiana ci offre, cosa c’è di male nel prendersi una pausa per regalarsi un po’ di serenità mentale?

Ma no! Fare gli snob sembra diventata la nuova moda di massa. Anche di quella massa che non legge romanzi rosa semplicemente perchè non legge affatto.

C’è un luogo e un tempo per tutto nella vita. Si può essere persone serie, acculturate, che leggono Il Sole 24 Ore ogni mattina e guardano il tg tutti i giorni, che studiano complicati manuali o svolgono professioni altamente qualificate…e poi leggono anche romanzi rosa.

Dunque, miei cari snob, fatevene una ragione.

3 pensieri riguardo “LA RIVOLTA DEI ROMANZI ROSA.

  1. Personalmente prima che io mi approcci ai romanzi rosa dovrebbero bruciare tutto il resto 😂 ma a parte gli scherzi, penso che due siano le questioni che ci si sta dimenticando. Innanzitutto l’editoria, al pari della discografia, è un mercato, e come tale vario, in grado di assecondare i gusti di tutti. I romanzi rosa vengono acquistati così come la trap invade le radio, per fare un esempio forzato, ma questo non vuol dire che tutto il resto non esista. Seconda questione: vivi e lascia vivere! Se solo si pensasse meno agli altri e più a essere felici noi..

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    1. Concordo pienamente con il tuo ragionamento, anche se come ho detto espressamente nel post a me capita di leggerli, o quanto meno di leggerne alcuni per le ambientazioni storiche e per la leggerezza più che per la trama in sé. Ognuno ha il suo modo di estraniarsi, ma accetterei le critiche se venissero solo da lettori appassionati, invece spesso sono persone che per lettura intendono le riviste e poi in TV guardano solo i reality show. E allora mi domando se un romanzo rosa ben scritto (perché non parlo di quelli scritti in italiano stentato)non sia comunque un hobby più dignitoso.

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