DICO CLASSICI DISNEY, PENSO EVERGREEN.

L’altro ieri gli Aristogatti hanno compiuto 50 anni.

Purtroppo, Walt Disney non fece in tempo a vedere l’uscita in sala del suo ultimo film d’animazione.

Mi sembra impossibile che quel film sia uscito quando mia madre era bambina e la mia nascita non era nemmeno lontanamente all’orizzonte. Mi sembra ancora più assurdo se penso che è uno dei cartoni animati che ho guardato di più quando ero piccola, insieme a Robin Hood (1973), Peter Pan (1953), Cenerentola (1950) e Mulan (1998).

Stiamo parlando di cartoni “vecchi”, soprattutto se consideriamo il trend contemporaneo: ogni anno si attende l’ennesimo film ad effetti speciali, che sempre più spesso altro non è che un remake, e poi, 2 mesi dopo l’uscita non se lo ricorda nessuno. Perso nella marea di film sfornati. Carini, piacevoli, ma senza quel qualcosa di speciale in grado di salvarli dal dimenticatoio.

Sapete di quand’è Biancaneve? Del 1937. Una delle mie nonne non era nemmeno nata. Prima che nascesse uscirono anche Pinocchio, Dumbo, Bambi e qualche altro titolo un po’ meno famoso.

Avete mai fatto caso al linguaggio dei classici Disney? Erano pensati per bambini, ma evidentemente avevano una considerazione dei bambini molto più alta di oggi. I bambini li capivano e, guardandoli, crescevano parlando un italiano corretto e complesso. Oggi il vocabolario delle persone tende a diminuire in una preoccupante regressione che toglie tantissime sfumature da scritti e conversazioni.

E vogliamo parlare delle colonne sonore? Di recente ho riguardato La Bella e la Bestia che, lo ammetto, da piccola non era tra i miei preferiti. Poi ho cercato la playlist con l’intera colonna sonora del film e…wow. Musiche degne di uno spettacolo teatrale, altro che cartone animato per bambini!

Senza bisogno di andare sulla musica classica, quando partono le canzoni di cartoni che non vedete da anni, quanti di voi non iniziano a canticchiarle? E di quanti cartoni moderni potete dire lo stesso?

Come al solito, non voglio fare di tutta l’erba un fascio: ci sono cartoni animati più recenti che sono belli, con musiche altrettanto belle.

Ma i tempi cambiano e gli scopi pure. Quelle che una volta dovevano essere storie speciali, in grado di far sognare, ma pure di insegnare, oggi sono per lo più ridotte a storielle per intrattenere senza troppo impegno, segno di un mondo che va sempre più veloce e non ha tempo per la complessità e, troppo spesso, per la bellezza.

4 pensieri riguardo “DICO CLASSICI DISNEY, PENSO EVERGREEN.

  1. La Disney, come tanti, ha subito una trasformazione in una sottospecie di macchina da soldi che poco si preoccupa di lasciare il segno.. sono nata nel 1998 ma sono cresciuta con i classici Disney, e tutt’ora non mi dispiace rivederli, perché avevano davvero qualcosa da dire. Non erano solo puro intrattenimento, erano uno spettacolo realizzato con pochi mezzi e tanta volontà

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      1. Pensa che il 3d non l’ho mai sopportato! Pensare che tutto era davvero fatto a mano, e ogni film richiedeva talmente tanti disegni che ognuno alla fine era unico.. Però se sono arrivati fino a oggi vuol dire che ancora qualcuno li guarda 🙂

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